Toglietemi tutto?

In un attimo di pigrizia (!) del mio cervello, ho abbandonato le mie cellule cerebrali alla visione di una striscia quotidiana del Grande Fratello. Protesi della Good Year e resti di volatili nei capelli a parte, ho visto che da quelle parti si riesce a mantenere un certo equilibrio, nonostante siano passate 2 settimane.
Un equilibrio psicologico, ma dettato da cosa? Mi sono quindi chiesto come questi individui riescano a resistere senza la loro routine quotidiana. Le ipotesi sono due: o se le smarmellano anche nella vita di tutti i giorni (e, in certi casi, so di non sbagliare) o li hanno pretrattati, prima di entrare nella Casa più spiata della penisola.
Senza saper rispondere a questa domanda, il mio pigro cervello ne ha formulata un’altra: cosa mi farebbe andare in crisi d’astinenza (Elena a parte) semmai avessi l’opportunità (?) di essere un concorrente del Grande Fratello?
Il sesso? Pensandoci bene, potrebbe crearmi qualche problema la lontananza dalla mia consorte. In questo caso, sarebbe opportuno nascondere delle fialette di bromuro nella valigia e, di nascosto, ingerirne il più possibile, facendo calare il desiderio sessuale ai livelli di un prete. Anche se, più semplicemente, basterebbe pensare che ho resistito per 17 anni – o è meglio dire 14? -, quindi sono in grado per resistere, al più, 3 mesi.
Internet? Sarebbe un divorzio temporaneo, che per un web addicted come il sottoscritto potrebbe risultare deleterio, specie per il sistema nervoso. In passato, però, ho già passato periodi di isolamento, per poco più di due mesi. Sarei quindi pronto alla prova del nove.
Gli amici? Li ritroverei all’uscita. E poi li porto con me ovunque io vada.
Poi, l’illuminazione. C’è un qualcosa che potrei anche portare all’interno della Casa, che però ha breve durata, specie se si è una dozzina e più; qualcosa che potrei anche ricomprare, ma potrei trovare molti coinquilini in disaccordo; qualcosa che non si può creare dentro quel mezzo chilometro quadrato, neanche volendo; qualcosa senza la quale prenderei una sedia, la romperei addosso a qualcuno, prenderei un gambo, entrerei in confessionale, sbatterei il gambo sul tavolino e con fare da lord anglosassone direi: “Dove è vino?”.
Devo iniziare a preoccuparmi?

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