La storia infinita

Prima me l’hanno preso come un video di corse clandestine.
Quando scoppiò il caso del ragazzo autistico picchiato a Torino da un branco di idioti, una giornalista dall’incommensurabile ambizione non voleva essere da meno e creò il caso attorno al video di un gruppetto di ragazzi che fa alcune derapate in una landa desolata dimenticata anche da Dio della periferia pescarese.
Ne conseguirono un articolo in prima pagina sull’edizione abruzzese de Il Messaggero e un’indagine – archiviata? – della Polstrada. Per corse clandestine.
Ammetto l’ingenuità della cosa e forse anche la pericolosità, ma da qui a parlare di corse clandestine mi sembrò – e mi sembra tutt’ora – abbastanza assurdo. Così come assurda mi sembrò l’ora che spesi all’interno della Questura a dire che era la bravata di 2-3 ragazzuoli che volevano semplicemente fare una parodia di un film dal gusto decisamente discutibile, uscito 1 mese prima.
Avrei voluto fare a meno di parlare di questo video, dato che di guai me ne ha recati un bel po’. Poi, però, arriva il famigerato team del programma Identificazione contenuti di YouTube (?), che scrive:

Un proprietario di copyright ha rivendicato la proprietà di alcuni o tutti i contenuti audio nel tuo video Sambuceto Drift. Il contenuto audio identificato nel tuo video è Tokyo Drift di Teriyaki Boyz. Siamo spiacenti di informarti che la riproduzione del tuo video è stata bloccata a causa di un problema di diritti musicali.

Poi mi suggeriscono di approfittare di AudioSwap. No, grazie. Elimino direttamente il video e chi s’è visto, s’è visto.
In sostanza, ragazzi, se qualcosa puzza prima ancora di farla, evitate di farla. Lesson learned.

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