Nessuno tocchi Mustafa

Döner KebapSo che può essere un discorso un po’ mal digesto, specie con le temperature di questi giorni, ma ho appena letto su PolisBlog che la Lega Nord, per distrarsi dallo schifo al quale sta contribuendo nelle sedi di governo, ha puntato il dito contro il kebap in quel di Bergamo.
Secondo la consigliere padanofila Silvia Lanzani (tenutrice, per altro, di un blog silente dal 2006)

“un kebab non è un buon biglietto da visita per i turisti che sbarcano nella piazza dalla vicina funicolare”

Sarò di parte, ma il kebap – e non kebab, ignoranti – è una delle migliori forme di integrazione culturale – e non solo culinaria – che gli immigrati dell’est hanno introdotto nel nostro paese. E’ ipocrita puntare il dito contro una simile vivanda, sia dal punto di vista culinario che dal punto di vista sociale.
Permettetemi ora due domande e un consiglio.
Come giustamente si chiede Giulio di PolisBlog, è davvero una questione di stile e di turismo quella avanzata o è soltanto un’altra spregevole scusa per puntare il dito contro gli immigrati (leggasi xenofobia, – è banale, lo so, ma di questo si tratta)?
E cosa centra il kebap con i manifesti di Forza Nuova – la vera cosa vomitevole nella vicenda – che vuole i musulmani fuori dall’Italia?
Se proprio volete far chiudere qualcosa, consiglierei alla signora Lanzani di prendere visione della fiction-documentario Fast Food Nation, tratto dall’omonimo romanzo inchiesta di Eric Schlosser. Voglio proprio vedere se, in seguito, avrà voglia di vedere aperti McDonald’s o similari.
Perdonatemi l’eccesso di irruenza, ma muoio al solo pensiero di una diffusa mentalità anti-kebap, che minerebbe l’attività del Döner Kebap Istanbul di via dell’Indipendenza, a L’Aquila*.

*: sì, è pubblicità occulta. E pure gratuita.

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