La sete di WiFi e non solo

Punto Informatico ha indetto, da qualche giorno, un sondaggio tra gli studenti universitari italiani circa la situazione della connettività wi-fi all’interno dei rispettivi atenei.
Cominciando da Cesena, passando per Milano, approdando nell’amata L’Aquila.

A parlare è Davide, studente del primo anno del corso di laurea di Informatica dell’Aquila. Dalla sua lettera emergono disagi noti e tanto sentiti. Davide affronta tre tematiche delicate: la diffusione del web tra le facoltà dell’Ateneo, le difficoltà del sistema telematico-amministrativo di iscrizione esami e la connettività riservata agli studenti (in particolar modo, quelli del nostro corso di laurea).

Dal punto di vista della connettività il nostro ateneo è decisamente indietro rispetto a quanto ho letto nell’articolo e nelle risposte che hanno dato gli altri utenti. In nessuno dei poli didattici è presente il WiFi come servizio per gli studenti.
Questa mancanza però non è molto sentita dagli studenti stessi, infatti la maggiorparte dei corsi di laurea non ha uno spazio web dedicato, un sito, o qualunque altra cosa che riduca le distanze tra gli studenti ed i professori.
Quello che manca è un “luogo” in cui studenti e professori possano scambiarsi materiali inerenti i corsi, approfondire determinati argomenti che non possono avere il giusto spazio nelle ore di lezione previste dal piano didattico. La ciliegina sulla torta è costituita dal fatto che lo stesso portale dell’intero ateneo è spesso off-line, soprattutto quando si avvicina la fine dei corsi e gli studenti accedono spesso al sistema per registrarsi agli appelli d’esame.

Sì, il WiFi manca. E’ una pecca da risolvere nel minore tempo possibile. L’unico onere è rappresentato dalle infrastrutture, per la gestione e l’accounting le spese sono irrisorie. Sempre se, ovviamente, il lavoro di costruzione della rete viene portato avanti in maniera corretta.
Sì, la diffusione del web tra le varie facoltà (per non parlare dei corsi di laurea) è ostacolata da motivi ignoti.
Il luogo di scambio materiale/opinioni, almeno per il nostro CdL, è nato pochi giorni fa: il Gruppo Google degli Studenti di Informatica@AQ è attivo e libero. Salvo dimostranze barbariche dell’ultimo minuto, dovrebbe vedere l’ufficializzazione già nel CAD dopo Pasqua. Nel frattempo, popolate gente, popolate! Per gli altri corsi di laurea, beh, non posso che dar ragione a Davide. Aggiungo che il problema è nazionale: per esperienza, ho girato quasi tutti i siti web di CdL di Informatica (e non) dell’intera penisola, riscontrando molte lacune, anche più gravi dell’Ateneo aquilano. Questo, però, non deve servire da giustificazione.
Il sito istituzionale spesso off-line è un azzardo: ci “lavoro” spesso su quel sito (e per un periodo c’ho lavorato, senza le virgolette) e posso dire che i periodi di down time sono veramente pochi e brevi. Certo, il brusco cambiamento dal vecchio e il nuovo deve ancora trovare assestamenti, ma è solo questione di abitudine. Ne converrete con me che fino a qualche mese fa meritavamo di essere collocati tra il Triassico e il Giurassico.

Si perchè l’intero ateneo si è dotato (con una spesa esorbitante a detta di molti professori, sicuramente più informati di me sull’argomento) di un sistema di prenotazioni online: ogni studente, all’immatricolazione riceve un codice PIN che gli permette di accedere ad una pagina personale in cui può visualizzare tutti i dati relativi al proprio piano di studi, può registrarsi agli esami, e, accedendo da dei terminali interni all’università, può stampare tutti i certificati di cui ha bisogno.
Il problema è che tale portale, nei periodi in cui è maggiore il numero di accessi effettuati dagli studenti, non regge il carico di lavoro necessario. Non so se sia colpa dell’hardware che compone i server, delle linee che lo collegano, o della struttura del sistema, ma questo portale è spesso irraggiungibile, e se anche si riuscisse a completare l’iscrizione ad un esame, non si è mai certi dell’esito, perché (esperienza personale) è possibile che, per motivi ignoti, il professore non riceva traccia della propria iscrizione, e si trovi in seria difficoltà nel far sostenere ed eventualmente registrare l’esame.

Qui devo sottoscrivere tutto. Anzi, aggiungo che, in tempi non molto remoti, alcuni miei compagni di studio hanno avuto esperienze esorbitanti, come cambio di nome, corso di laurea, età e – nei casi peggiori – anche sesso. Quel sistema, costato 500 milioni del vecchio conio – voci di corridoio – fa acqua da tutte le parti. Ne è in arrivo un altro, che promette tripli salti carpiati. Staremo a vedere.

Se tutto questo non vi è bastato, pensate che non esistono dei PC connessi ad internet a disposizione degli studenti.
Anzi… mi sbaglio… qualcuno ce n’è: per il corso di laurea in scienze informatiche (a cui sono iscritto io) c’è 1 (uno) PC a disposizione degli studenti del primo e del secondo anno della laurea triennale, ed una decina a disposizione per gli studenti del terzo anno della laurea triennale e per gli studenti della laurea specialistica.
Anche se, a dire la verità, quei PC non sono proprio a disposizione degli studenti: per potervi accedere è necessaria la richiesta scritta firmata da un professore che indichi l’attività didattica che richiede l’utilizzo della connessione.
Negli altri poli didattici non so quale sia situazione precisa, ma vedendo dai miei amici la quantità di dispense stampate presso le copisterie, non penso che se la passino molto meglio.

La prima è una denuncia grave, ma che non dovrebbe corrispondere a verità: era stato deciso, infatti, che gli studenti del 1° e del 2° anno di corso potessero accedere – com’è giusto che sia – ai tutti i terminali del laboratorio didattico degli studenti della triennale. Se il vecchio regolamento persiste ancora – e qui raccolgo a pieno la lamentela – si dovranno prendere provvedimenti in merito.
Concordo sulla vecchiaggine del sistema di accounting: basterebbe rifarsi ai sistemi utilizzati all’Acquarius Lab. A tal proposito, ricordo che l’Aquarius Lab è accessibile a tutti gli studenti di Scienze MM. FF. NN.: altri 20 terminali a nostra disposizione, che sommati ai 15 del laboratorio ADSU e ai 2 (!) della biblioteca fanno 37 postazioni. Che per 6 mila studenti sono comunque poche, ma comunque reggono in maniera accettabile la domanda di connettività.

Per quanto concerne la connettività e l’accesso al web, la soluzione da intraprendere prende il nome di wi-fi: massima autonomia, minimo sforzo (anche economico) e libero accesso alle risorse condivise.
Parlando di laboratori didattici, le acque cominciano a muoversi, anche se sono acque chete: i locali dei nuovi laboratori di Informatica, siti presso l’ex mensa della Facoltà di Medicina, sono in disuso, ma ancora assediati dal materiale della mensa (sedie, tavoli, tubature scoperte, etc.). Oltre che premere sulla nascita imminente di questi nuovi laboratori, bisogna puntare il dito sull’utilizzo degli stessi: in un laboratorio didattico si deve svolgere la didattica e la missione non è impossibile, basta sapersi organizzare.
Sull’informatizzazione del materiale didattico, ho qualche perplessità: molti dei docenti dell’intero Ateneo mostra ancora ostilità nei confronti della tecnologia, figurarsi della Rete. E’ comunque un obiettivo al quale l’Ateneo può e deve puntare, poiché, anche in questo caso, non sono richiesti sforzi erculei, ma solo tanta buona volontà.

E un appunto finale: se si vuole qualcosa, la si deve volere in tanti e costantemente, senza adagiarsi mai sugli allori. Ad enigma risolto, la soddisfazione sarà tantissima.

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