10 motivi per non votare Berlusconi

Sarebbe forse più intelligente darvi motivazioni valide per votare questo o quell’altro personaggio in lizza per le prossime elezioni politiche, ma siccome sono uno che dei programmi elettorali si fida ben poco, ho deciso di dare dieci motivi per non ricommettere errori gravi, come, ad esempio, votare Berlusconi.
Vorrei proprio sapere di che natura sono le libertà delle quali il Popolo berlusconiano va millantando.

#10 – Il programma elettorale.

Il programma che presenterà per le Politiche 2008 è lo stesso che ha presentato nel 1994. Da ciò deduco che, nei 5 anni di legislatura che l’hanno visto alla maggioranza, non ha combinato un bel niente.

#9 – La campagna elettorale

Ammesso e concesso che il suo programma è quello del 1994, la sua campagna si è finora ridotta al dire che: la Sinistra ha messo in ginocchio il paese, il PD è una massa di copioni (dal programma agli slogan), i sondaggi lo danno favorevole (come nei giorni precedenti alle Politiche 2006).
Ma inventati qualcosa di nuovo, che ne so: candidare la Yespica.

#8 – La scarsa coerenza

Ciò che si fa la mattina, quando ci si alza, è cambiarsi mutande, calzini e maglietta della salute, ma non idee e posizioni politiche: non puoi dire, a seconda di come tira il vento, che ieri non avresti mai pensato ad un’allenza con un partito che ha gli stessi numeri alle urne, mentre oggi apri ad una coalizione bilaterale, però domani ci ripensi e rimetti in ballo il discorso dei comunisti, per poi cambiare idea dopodomani, promettendo che, se alle Politiche 2008 si pareggia, approverai le larghe intese.

#7 – Gli alleati

Mettendo da parte Fini, che – nonostante tutto – merita ancora il mio rispetto come uomo politico, non puoi tenere nella stessa coalizione due entità politiche, una delle quali mi parla di unità nazionale (Capo I, comma 1 del loro Statuto) e l’altra mi parla di secessione (Art. 1 – Finalità del loro Statuto).
Anche qui, la coerenza va a farsi friggere. Se poi penso a Calderoli, mamma mia…

#6 – I portavoce

Sono una brutta razza, braccia rubate all’agricoltura, chiunque essi rappresentino. Farsi rappresentare da Bonaiuti e da Bondi, però, è un atto di sfida e di coraggio. Inammissibile.

#5 – L’assenza di contraddittorio

Impossibile contraddire il Cavaliere: non per mancanza di contenuti, ma per mancanza di occasioni. Quando si è provato a spiegargli che certe sue idee non stavano né in cielo né in terra, quando si è provato a smentire certe sue convinzioni in un dibattito, quando si è tentato di discutere in modo civile e imparziale, Silvio ha sempre buttato giù il carico con paroloni pesanti come comunismo, terrorismo, rovina, morte, distruzione, ebola, SARS, aviaria e similari.
La politica è a senso alternato, la democrazia ne deve essere una prova intangibile. Non esiste il “E’ così, perché l’ho detto io, e basta”.

#4 – Il conflitto d’interessi

A 14 anni dal suo primo incarico e a 7 anni dal suo secondo mandato, il signor Silvio non ha ancora risolto il conflitto d’interessi che lo vede legato al mainstreaming privato: in altre parole, Mediaset. Siamo ancora lì, tra Fede con la bava alla bocca e Studio Aperto col dito puntato contro Prodi e soci.
Per non parlare delle altre zone in cui il conflitto d’interessi s’estende.

#3 – I candidati

Lasciando da parte la Prestigiacomo alla Presidenza della Sicilia, il team di Berlusconi è quello del 2001. Anzi no, scusate. E’ quello del 1994. Squadra che vince, non si cambia, d’accordo: ma non s’era parlato di rinnovamento generazionale? E poi ci si permette il lusso di criticare Veronesi, finora unica scelta triste – Binetti a parte – di Veltroni e soci.
Leggendario Pezzotta a Ballarò, qualche sera fa, quando Tremonti disse a Franceschini (PD): “Siete la solita minestVa Viscaldata, siete le stesse peVsone”. E Pezzotta: “Beh, anche voi, non siete da meno”.
Storia divennero gli scroscianti applausi.

#2 – L’ultimo mandato

La figuraccia di Strasburgo, le leggi ad personam, il G8 di Genova, l’editto bulgaro e potrei andare avanti fino a domattina. Il documentario di De Aglio, di questi tempi, torna sempre utile.

#1 – Il nuovo inno del PdL

Ma che cazzo è questo? Era meglio farlo cantare da Apicella, poi.

Vi lascio con una citazione cinematografica, tratta dal film A+R Andata E Ritorno di Marco Ponti. Il delirio di Gianni Carretta Pontone (l’attore che interpreta il tassista) è fenomenale. Vale come 11esimo motivo, in teoria.

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