Quando si AMA

E’ una telenovela infinita quella che va avanti da ormai troppi anni tra gli studenti aquilani e l’AMA, Azienda Mobilità Aquilana della quale vi ho parlato male più di una volta. Potrei passare per il solito lamentone di turno ma i fatti mi danno ragione. Mi cosano.
Vi ho già parlato in questi giorni della petizione che stiamo portando avanti tra le aule del Polo di Coppito, una collaborazione congiunta delle facoltà di Medicina e di Scienze che porterà ad un incontro con il Sindaco la settimana prossima (questa, causa ponte, non lo vedremo). Il clima, quindi, è rovente.
E’ rovente perché, tranne in occasione di maltempo, gli autobus dell’AMA registrano presenze ben superiori a quelle legalmente consentite; è rovente perché l’Azienda infierisce sulle tasche degli studenti in maniera palese con costi fuori dalla loro portata, ignorando invece questa enorme fetta che, tradotto in termini economici, trattasi di fonte di guadagno; è rovente perché, qualche mese fa, con la circolare sui colli trasportabili in vettura, l’AMA ha tenuto a precisare l’obbligo all’acquisto di un ulteriore titolo di viaggio per i bagagli, dei quali gli oltre 10 mila studenti fuori sede non possono fare a meno; è rovente perché il buon senso scarseggia quando si parla di trasporti urbani, sia negli uffici della direzione dell’AMA, sia nel palazzo della Regione, che ignora completamente qualsiasi tipo di problematica legata al mondo studentesco (pensano alle biomasse, loro).
E l’AMA che fa? Getta benzina sul fuoco. Guardate questo.

Volantino AMA

Hanno tappezzato le fermate di tutta L’Aquila con questa palese presa per il culo. Se davvero l’AMA mi amasse, non mi farebbe pagare il biglietto in vettura il 67% in più di quanto lo pagherei a terra; non mi direbbe che l’autista non è tenuto a dare il resto; ma soprattutto non mi ricorderebbe che è comunque meglio acquistare i titoli di viaggio a terra, quando dalle 13:30 alle 15:30 e dopo le 20, nelle zone periferiche, il mondo finisce.
Tornare – o rimanere? – all’era medievale sembra andare di moda da queste parti: invece di incentivare l’utilizzo di distributori automatici nelle zone periferiche, invece di aumentare il numero di corse nelle ore di punta, invece di trattare al meglio i 2/3 della propria clientela fatta interamente da studenti, l’AMA si limita a tornare a 15 anni fa.
Essenzialmente, i motivi possono essere due: o la Direzione dell’AMA soffre di una forma terminale di deficienza mentale, oppure è in atto una cospirazione nei confronti degli studenti, tanto cara al mio collega Lorenzo*.

* Dovevo citarlo in qualche modo, prima o poi.

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