L’insostenibile leggerezza del cos’

Pianeta Terra, Anno Domini 3007.
Il globo è sulla via del collasso, ma qualche abile scienziato è riuscito a scoprire un pianeta tutto nuovo, sul quale c’è la possibilità di ospitare forme di vita come la nostra. E’ il pianeta del Cos’.
Già molti terrestri, mille anni addietro, ne vantavano la conoscenza, ma parecchi erano gli scettici, perciò le loro parole passarono inosservate. Anni di perseveranza si susseguirono col passare dei secoli, ma il loro verbo non rimase inascoltato. Un gruppo di studiosi si mise al lavoro scrupolosamente e discretamente, ottenendo il tanto sperato risultato.
Adesso che questo pianeta potrà finalmente ospitare la popolazione terrestre, quegli stessi scienziati ci tengono a rendere note le parole di coloro che, mille anni prima, avevano previsto e profetizzato la scoperta.

La casalinga preoccupata

“Se vai al supermercato, non dimenticare di comprare il cos’.”

Ecco spiegato il motivo di tanto vagabondare nei centri commerciali, specie per quanto riguarda i singoli individui. Sviati dalle direttive ambigue delle proprie mogli (o dei propri mariti) e assaliti dai dubbi, eccoli che scorrazzano per i corridoi alla ricerca di non-si-sa-bene-cosa (o non-si-sa-bene-cos’).

L’avvocato delle cause perse

“Eh, però non è giusto che a loro gli concedono i cos’ e a noi no.”

E ti metti lì, a riflettere su cosa realmente gli altri hanno in più di te e del tuo interlocutore. E la mente viaggia, per inerzia, sulla prima cosa che ti viene in mente. Sì, esatto, proprio quella.

Gli Incredibili

“Paolo!… Paolo!…” “Dimmi.” “Non è che gentilmente mi prenderesti il cos’ lassù, che non c’arrivo”.

Sì, vi sentite un po’ SuperMan, ma una volta arrivati lassù dove nessun altro, in famiglia, potrebbe mai arrivare, vi ponete la spontanea domanda: “Sì, ma cos’?”

Scadenze mensili

“Ricordati che è fine mese, dobbiamo chiamà a cos’ per pagare l’affitto.”

Poi prendi il cellulare, vedi che hai qualcosa come 200 e passa numeri memorizzati e ti accorgi che non devi dei soldi proprio a tutti.

Destination: unknown

“Male che va, prendiamo la macchina e arriviamo a cos’.”

Potresti girare l’Italia intera e, perché no, l’intero continente in cerca di una meta. E non sperate troppo nel vostro interlocutore: non vi dirà mai né dove andare, né dove fermarvi durante il vostro tour panoramico. Al massimo si preoccuperà di rimproverarvi sull’enorme quantità di tempo che state impiegando per il viaggio. Magari, colmo dei colmi, concluderà il suo sproloquio con un bel “Te l’avevo detto che dovevi girare a cos’…”.

Mali incurabili

“Sono tre giorni che mi fa male il cos’“.

In questi casi, neanche il più figo e preparato dei Dr. House riuscirebbe ad essere all’altezza della situazione. Diagnosticare una patologia del genere potrebbe richiedere giorni, se non settimane. E potrebbe anche essere troppo tardi. In questi casi è meglio essere un tantino più precisi.

Ci tengo a precisare che ognuna delle situazioni qui sopra è stata realmente vissuta, anche se negli epiloghi ho esagerato un po’. Le frasi, invece, cento per cento integrali.

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