Guida pratica su come accorgersi che l’estate sta finendo

I bambini, che prima scorrazzavano tra un ombrellone e l’altro, cominciano a stressare i relativi genitori per comprare il nuovo diario di Dragon Ball piuttosto che il nuovo zaino di Naruto.

La signorina della palma in prima fila comincia a farsi vedere sempre più di rado e tu non potrai più ammirare quel sorriso che tanto ci teneva a mostrarti, nonostante ad un centimetro di distanza c’è quel buzzurro del ragazzo che le intima di coprirsi.

Tua madre va rigorosamente in ferie e, puntuali come ogni anno, le nubi di fine agosto la vengono a trovare, in barba al poco tempo libero messole a disposizione.

Le serate lungomare cominciano a diventare monotone e soprattutto prive di ragazze con le quali rimediare la classica figuraccia settimanale, appuntamento al quale dovrai rinunciare fin quando non riaprono i locali per la stagione autunno-inverno.

La mise della tua barista preferita è meno scollata del solito e non trovi l’ispirazione per iniziare bene la tua giornata.

Anche Melita comincia a coprirsi le tette.

La programmazione televisiva torna ad avere un senso e cominciano a scomparire programmi di una futilità inaudita come il Festival della Canzone Italiana Anni ’20, che mostra un parterderuà* degno di un ospizio.

Il caldo comincia ad attenuarsi e i panni sul balcone si asciugano nel doppio del tempo: così, quando la sera devi uscire che volevi quel pantalone chiaro, dovrai rinunciarci.

I blogger di tutta la blogosfera – italiana e non – tornano nel pieno delle attività e i post saluterecci come “ci si legge a settembre” sfumano via via verso l’oblìo degli archivi mensili.

Le storie d’amore estive tendono a finire, con il classico “Forse è meglio che ci prendiamo una pausa”, o meglio “Siamo incompatibili”, che entrambi tradotti sarebbero “Sono stufa del tuo pene, ora me ne vado a cercare uno nuovo” (anche in versione femminile, ovviamente).

Ti chiamano ottocentocinquantanove persone per sapere tutte le novità sul nuovo anno accademico e tu sei lì che cerchi di studiare, tra una telefonata e l’altra. Hanno inventato Internet apposta e tu no, devi telefonare.

Arriva il compleanno di mia sorella (3 settembre).

I tuoi vicini di casa, che erano venuti per trascorrere un mese di vacanza in città, fanno le valigie e tornano da dove sono venuti. E non ti mancheranno di certo i vari “Giusè, porta a piscià il cane”, il cane che piange che si porta dietro una vescica che neanche la diga di Popoli, le molliche del pranzo che cadono come neve verso le 14.

Sostanzialmente, è un bene – IMHO – che si torni alla routine autunnale; quest’anno le previsioni dicono: serate universitarie senza precedenti, attivita puberale eccessiva e – se Dio vuole – laurea a luglio.
Qui non si bada a spese.

* Io a francese c’avevo uno scarso sufficiente, dopo Zidane poi…

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