Going back to my roots

Pochi dei visitatori di questo blog (e poche delle persone che mi conoscono) sanno che il vostro carissimo è nato utente Apple. Per la legge dei grandi numeri – e delle nonne – che afferma che più il mondo va avanti, più va in rovina, il sottoscritto proseguì la sua carriera informatica in ambiente Windows.
Vuoi per i costi proibitivi dell’epoca, vuoi per le tasche non così rigorosamente piene dei miei, vuoi che anche mio zio mi educò ad altro genere di ambienti, abbandonai il Macintosh e tutto ciò che lo riguardava.
Specie da quando mio padre cambiò sede di lavoro ed l’indimenticato centro Apple di via Ravenna di Pescara diventò irraggiungibile per me. Ogni volta che ripasso lì di fronte, mi tornano in mente i bei tempi andati, di quando muovevo i primi passi con un topo a due tasti in mano.
Per me era come aver scoperto l’America: MacDraw mi sembrava pura utopia – nonostante fosse in bianco e nero – e Snake e Pong erano puro godimento. Ricordo ancora le parole del responsabile di quel centro Apple:

Tra qualche anno potrai pure studiare e parlare con gli altri lì sopra.

E da lì sopra non mi sono più staccato.
Ora le cose sono cambiate, sono diventato più autonomo e parlare e studiare con gli altri è diventato utile quanto frequente come respirare.
Sarebbe stato bello riprovare ancora una volta quelle emozioni. Sembra, però, che qualcuno abbia percepito le mie volontà.


Questo screenshot preso da TechFlakes (via) raffigura un’applicazione Flash che mi riporta indietro di ben 15 anni, quando credevo di aver scoperto l’America: trattasi di My Old Mac, emulazione di una delle prime versioni del sistema operativo targato Apple.
Riproduzione quasi completa di tutte le principali funzionalità di quel sistema. A cominciare da Norton Utils (e da quell’omino a braccia conserte), passando per MacDraw e i giochi come Asteroid, per finire allo screensaver stellare che si attiva dopo un po’ di inattività.
Un bel salto nel passato, motivo in più per il quale, a novembre, il vostro carissimo tornerà alle sue origini. Ovviamente senza tralasciare e rinnegare tutte le soddisfazioni che quelli di Redmond mi hanno dato in questi anni.
Per quale motivo? Le mie ragioni le spiegherò a tempo debito, ma credo che non siano poi così diverse da quelle che Joho ha riportato qualche settimana fa.
E comunque, il mio non si tratta di un passaggio, ma di un ritorno.

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