I resti del Live Earth

Sabato, tra un integrale ed uno studio di funzione, a farmi compagnia c’erano le voci provenienti dai vari continenti, che mettevano su lo spettacolo senza precedenti del Live Earth.
Lo show in tutta la sua fattezza era destinato a sensibilizzare il mondo ad un corretto comportamento nei confronti dell’unico pianeta buono che abbiamo. Mentre l’effetto è stato contrario: i telegiornali si sono limitati a far notare che

  • i concerti all’unisono hanno consumato tonnellate di watt, alla faccia del risparmio energetico;
  • Madonna è azionista di aziende produttrici di inquinamento a iosa;
  • il cantante dei Linkin’ Park ha fatto una strafiguremmé con la prima canzone esibita;
  • il collare di Snoop Dogg non rientrava nei canoni del rispetto della povertà;
  • gli artisti sono arrivati ai rispettivi stadi con mezzi non proprio anti-inquinamento;
  • che il figlio di Al Gore è stato arrestato per possesso di stupefacenti.

Inutile sottolineare che durante il 7 luglio nessuno ha fatto il nome del concerto, così come è inutile ricordare che al servizio di Studio Aperto dedicato al Live Earth mancava semplicemente un video dove Kanye West sgommava con una Hammer dentro Central Park, e il concerto veniva screditato a dovere.
Per quanto mi riguarda, la cosa più bella del Live Earth – dopo Joss Stone, ovviamente – è l’esibizione di Sarah Brightman: un’improbabile Con te partirò, che mi ha letteralmente steso sul letto. Guardate il video per capire il motivo.


ROTFL, nient’altro da aggiungere.
Update
Qualcosa da aggiungere c’è, e me ne stavo dimenticando miseramente: la più grande emozione, anche prima di John Legend che cantava Ordinary People con il solo ausilio del pianoforte, m’è stata regalata dagli Snow Patrol. Udire (e vedere) per credere.

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