Ridatemi quelle due torri

A più di 5 anni di distanza dal drammatico martedì 11 settembre 2001, il padrone del World Trade Center Larry A. Silverstein ha raggiunto l’accordo con gli assicuratori sul risarcimento per il disastro procurato dagli attentati di New York.
La cifra è di circa 4 miliardi e mezzo di dollari (tanto quanto il PIL del Congo). Ne serve almeno il doppio per la ricostruzione dell’intero WTC. La domanda che viene in mente ora è: come ricostruiranno?
Da ormai 5 anni, è stato istituito il Project Rebirth: questo progetto prevedeva la selezione di alcuni architetti da coinvolgere nella riprogettazione di Ground Zero, l’elezione del progetto migliore e l’inizio della ricostruzione del World Trade Center.
Nel paese più democratico del mondo – almeno così ce la cantano dal dopoguerra – il popolo newyorkese non è stato minimamente preso in considerazione. Le Twin Towers erano un monumento alla libertà in tutte le sue forme, erano l’orgoglio dei newyorkers. Ground Zero è una ferita enorme che non ancora trova modo di rimarginarsi.
Dal Project Rebirth, la proposta di coagulazione di questa ferita ha scatenato non poche polemiche. Ecco come dovrebbe presentarsi il World Trade Center (il design definitivo):

New WTC Design

La Freedom Tower dovrebbe essere alta 1776 piedi (542 metri circa), in memoria della dichiarazione d’Indipendenza del 1776. Le altre 6 torri dovrebbero essere più piccole, all’incirca quanto i grattacieli già presenti nello skyline newyorkese.
Gli americani – e i newyorkesi su tutti – non l’hanno presa davvero bene. E io neanche. Chiunque abbia avuto l’occasione di affrontare la discussione con me, sa quanto io tenevo a quelle due torri, del mio desiderio infantile di andarci a lavorare dentro, anche come lavacessi.
Il mio desiderio coincide perfettamente con quello di altri americani: restituire a New York lo skyline che aveva fino alla mattina dell’11 Settembre.
Dare precedenza alla sicurezza è un obbligo dal quale nessun architetto dovrebbe esimersi, specie in questa occasione. E’ l’aspetto estetico ed iconografico che rode il fegato di milioni di americani: le due torri, come detto in precedenza, rappresentavano libertà, unione di culture, progresso.
Perché riproporne una sola? E’ la stessa domanda che si sono posti diversi architetti europei e d’oltreoceano: lo skyline di New York merita di tornare com’era al suo massimo splendore. Per questo è nato il Team Twin Towers, che propone una serie di progetti di ricostruzioni molto più interessanti di quello targato Daniel Libeskind.
Un progetto che merita attenzione è il seguente:
All One All Free

Forse un po’ troppo patriottico il messaggio di sponsorizzazione di questo progetto, ma almeno esteticamente restituisce la bellezza che la Grande Mela ha perso 5 anni fa.
Sarebbe interessante se Larry Silverstein aprisse il dibattito sulla ricostruzione alla gente che dovrà vivere nel futuro WTC, ai newyorkesi e, perché no, a tutti gli americani. Pensando a quanto io – europeo – sono legato a quello skyline, non oso immaginare quanto sia forte il desiderio degli abitanti della Grande Mela di vederselo restituire.
E nel più breve tempo possibile, ovviamente.

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