Quando si usa l’infamia

Il clima elettorale che ci siamo lasciati alle spalle è stato uno dei più roventi degli ultimi anni. Episodi del genere si erano già verificati in altre occasioni, perciò dovrei averci fatto il callo. Così non è, purtroppo. Ma andiamo con ordine.

Background: Tomoyasu Hotei – Battle without honor or humanity

Chapter 1 – Appelli e verbali

Alcuni di voi avranno senz’altro letto i volantini che i rappresentanti di Lista Aperta hanno affisso in facoltà, volantini che inneggiavano all’utilizzo della ragione. La ragione mi porta a pensare quanto si possa essere ipocriti, quanto si possa essere infami: pubblicare certe falsità che rovinano il lavoro ed il fegato di una persona, potrebbe nuocere gravemente alla salute.
Si legge:

Forse i rappresentanti dell’UDu (sempre così silenziosi nei CAD, come si legge dai verbali…) non sanno che noi studenti di informatica abbiamo a disposizione solo 3 dei 4 appelli. Per cui, in realtà, il CAD ha approvato all’unanimità (e quindi non grazie a loro, evidentemente) di offrire a noi studenti 2 appelli in più. Sveglia!

Rispondo: innanzi tutto, quali verbali avete letto? All’atto pratico, i verbali riportano i miei interventi e quelli dei miei colleghi, alcuni sotto forma di Rappresentanti dell’UDU, altri con nome e cognome. Chiunque voglia leggere i verbali è pregato di farmelo sapere, giusto per smentire tali affermazioni.
Sappiamo benissimo dei 3 appelli su 4, è per questo che il sottoscritto ha richiesto un appello in più a settembre – cosa alla quale vi siete opposti anche sul volantino incriminati -, sentendosi però contrattare tale appello con le prove intermedie.
Il CAD ha approvato all’unanimità solo dopo la proposta di 6 appelli piuttosto che 5, dei quali, inizialmente, erano soltanto 4 quelli usufruibili dagli studenti. Se c’è qualcuno che si deve svegliare, quello non sono io.

Background: Ennio Morricone – A Silhouette of Doom

Chapter Two – La Carta e i suoi derivati

Sappiamo benissimo com’è andata a finire in sede di Senato Accademico: la Carta dei Diritti è stata inizialmente approvata all’unanimità in Consiglio Studentesco, ma in sede di Senato ha visto l’opposizione sull’approvazione – leggete bene, sull’approvazione, non sui contenuti – da parte di membri come Inverardi (Informatica), Marcati (Matematica) e Thorthon (Lettere), ma ancora peggio anche Ulisse (Lista Aperta) ha affermato la propria convinzione in merito ad un’ulteriore rinvio.
Questo ha generato l’ira dei senatori UDU ed è stato il casus belli della rumorosa protesta di febbraio-marzo.
L’orientamento dei rappresentanti UDU in sede di CAD Informatica è stato sempre votato alla massima corrispondenza con tale Carta. Infatti, sui volantini pubblicati appena dopo il CAD, ci impegnavamo ad ottenere almeno 2 appelli in più di quelli che abbiamo.
Si legge:

La Carta dei Diritti è stata approvata all’unanimità dal consiglio studentesco, in cui noi di Lista Aperta siamo presenti. Ma La Carta dei Diritti che noi abbiamo votato non chiedeva un minimo di 8 appelli non esclusivi?
A casa nostra 5+2=7. E’ stato un errore oppure di fronte alla paventata possibilità di eliminare le prove parziali hanno ceduto? Infatti, in CAD, pur di chiedere un appello in più (collocato i primi giorni di settembre…) erano favorevoli ad eliminare le prove parziali! C’è voluto il nostro intervento, preceduto addirittura da quello di una docente, per ricordare l’importanza della prova intermedia, soprattutto ora che ci saranno i semestri.

Anche a casa mia 5+2=7, ma come ho già detto prima, ci impegnamo a chiedere almeno 2 appelli in più. Sappiamo benissimo cosa c’è scritto sulla Carta, non si tratta di un errore.
Né tantomeno si tratta di un cedimento di fronte alla paventata possibilità di eliminare le prove parziali, poiché io stesso, in sede di CAD, quando ho proposto un appello in più a settembre e mi è stata contrattata la possibilità di fare le prove intermedie, ho chiesto al presidente del CAD e a chi sosteneva le sue ragioni quale fosse il nesso tra l’aggiunta di un appello in più e la rimozione delle prove parziali.

Non ci siamo mai espressi a favore della rimozione dei parziali, né tantomeno mi sognerei mai di farlo. Conosco l’importanza delle prove intermedie perché – non si direbbe – ma sono uno studente anch’io. La proposta avanzata da me comprendeva 6 appelli più le prove parziali, niente di diverso.

La provocazione, però non è finita.

Background: Elvis Presley – A Little Less Conversation

Chapter Three – Proposte d’alto valore

Continuando a leggere sul volantino, si leggono le proposte che i tali Mercorio e Di Pace hanno avanzato in CAD e che lo stesso ha approvato (all’unanimità).
Si legge:

Noi abbiamo proposto (ed il CAD ha approvato) due vincoli che rendono i cinque appelli ottenuti, realmente usufruibili per lo studente:

  1. Che intercorrano almeno 15 giorni tra il primo ed il secondo appello dello stesso esame all’interno della sessione
  2. Che la prima settimana di sessione non abbia appelli di corsi erogati nel semestre appena terminato.

Qui si sfiora il ridicolo: il vincolo 1 è, di fatto, previsto nel regolamento didattico, ma – ancora meglio – è scritto nella Carta dei Diritti! Perciò è come se stessi proponendo di votare il presidente del Consiglio dei Ministri ogni 5 anni.
Nobile, invece, il tentativo di magnificare le proprie gesta con una proposta più che valida, ma allo stesso tempo non così esaltante: il vincolo 2 merita attenzione, non solo perché è un giusto vincolo, ma anche per il modo in cui viene supportato.
I rappresentanti di Lista Aperta hanno scritto che la prima settimana di appelli – destinata ad esami di altri semestri – “deve essere usata per studiare, per sfruttare pienamente l’appello!”.
A casa nostra, uno studente medio comincia a studiare dalla prima settimana del semestre, non della sessione d’appello. Se poi riuscite a preparare un esame in una settimana, crepo d’invidia ma avete tutta la mia ammirazione.

Background: David Holmes – What we’re stealing?

Chapter Four – Martedì caldo

Dopo aver fatto liberare gli spazi non elettorali da cartelli e volantini vari (di ogni fazione), alle 8:30 è scattato il silenzio elettorale: nessun volantino o cartellone propagandistico poteva essere pubblicato.
I rappresentanti di Lista Aperta hanno comunque pensato bene di continuare a tappezzare la facoltà con questi volantini, violando una norma che vale per tutti. Contestavano la nostra opposizione dicendo che il volantino che abbiamo appena finito di analizzare trattavasi di Informa Studenti.
Quando io infango il nome del mio avversario, delineandone aspetti – falsamente – a suo sfavore, non sto informando nessuno: è pura propaganda elettorale. Le unici lodi che posso far loro sono per la strategia: appendo volantini alle 8,30, in modo da non poter dare ai miei avversari la possibilità di rispondere a tono.
Nonostante mi sia sentito dire dai rappresentati di Lista Aperta cose come “quel che c’è scritto ti rode perché sai che è vero” o “fatti un esame di coscienza”, ho mantenuto la calma (almeno degli arti, la lingua non l’ho potuta trattenere) e, in rispetto del silenzio elettorale, ho aspettato oggi per potervi spiegare come stanno veramente le cose.

Background: David Holmes – Yen On A Carousel

Chapter Five – Il lieto fine

Superata la due giorni elettorale, vinte le elezioni in maniera più che pesante, si tirano le somme. Le provocazioni non sono andate a segno, anzi.
I miei guai, però, non sono finiti. Il polverone alzato dai rappresentanti di Lista Aperta, mi ha fatto pensare alla correttezza, all’integrità morale di una persona: tutte doti che paiono non essere incluse nel prezzo.

Per chi avesse curiosità di controllare di persona i verbali, può contattarmi in qualsiasi momento, sono a completa disposizione.
Il verbale dell’ultimo CAD non è stato ancora redatto, ma mi sono personalmente preso la briga di far contattare i rappresentanti quando il verbale verrà compilato, in modo da mettere nero su bianco la verità.

Ora mi prendo il meritato riposo, avrete certo capito che la settimana che si è appena conclusa ha messo a dura prova il mio sistema nervoso. Sono sicuro che la settimana prossima ne vedrete delle belle.
E l’esame di coscienza, per una volta, lo lascio fare ad altri.

Update: quasi dimenticavo…
GRAZIE!

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